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21 Novembre, Festa degli Alberi

Ci chiamiamo “Parco delle Stagioni” e un motivo c’è.

Abbiamo scelto questo luogo perché ci sembrava il più adatto a ospitare i progetti che avevamo in mente, ma ce ne siamo davvero innamorati quando abbiamo capito che ancor più della villa e della sua barchessa era il parco il vero cuore, e anche l’anima… e anche i polmoni, di questo tesoro ancora sconosciuto.

Abbiamo scoperto un pò alla volta cosa questo luogo nascondesse. All’inizio era una selva oscura. Un intrico di rami e sterpaglie abbandonati, trascurati da decenni. Ma un pò per volta, un metro alla volta… un colpo di falce e uno di cesoia, la luce ha cominciato a farsi strada; alberi incredibili e centenari di cui non sapevamo l’esistenza, per noi sono nati in quel momento.

9.900 m2 di superficie ospitano splendide magnolie, aceri, carpini, ippocastani, gelsi, tigli… e poi ci sono cedri Lawson e del Libano, sequoie e metasequoie, ginkgo biloba, prunus e liquidambar.

Ora bonificata, quest’area sarà presto oggetto di restauro, con la creazione di sentieri e di aree recettive per eventi all’aperto, il ripristino del laghetto e della fontana a cui verranno consolidati gli argini.

Questa è diventata la nostra casa. C’è sempre una brezza gentile, e alberi secolari ci insegnano a vivere. A volte non serve andare lontano per raccogliere tutta l’ispirazione del mondo!

…21 Novembre, la Festa degli Alberi!

ingresso villa donà

Pensieri dal Parco: parola agli architetti!

A quasi un anno dall’inizio dei lavori, scorgiamo all’orizzonte un bel traguardo: la conclusione della ristrutturazione del corpo padronale della villa! Solo le finiture interne dovranno aspettare ancora un pò.

Curiosi di sapere come funzionano lavori così impegnativi e delicati (…qui c’è in ballo la salute di una pluricentenaria Signora, non dimentichiamolo!), oggi alla faccia di Lucifero siamo usciti per colazione e ci siamo fatti due chiacchiere con i nostri architetti! Parola a loro, Margherita Simonetti e Francesco Rigon: 

“Come avete scelto di intervenire sulle facciate?”

“In vista del completamento del loro restauro che è previsto nel mese di ottobre con l’applicazione dell’intonaco di finitura, sono state applicate le malte strutturali a base di calce per consolidare e risanare dall’umidità di risalita le murature in laterizio e pietra a spacco. Presentavano una consistenza incoerente e avevano bisogno di questo intervento per assicurare la stabilità delle strutture verticali dell’edificio.”

“Ma quella muratura in sasso ora è parzialmente a vista, non è vero?”
 
“Esatto! Abbiamo voluto valorizzare l’antica apertura sulla facciata est con i suoi contorni in pietra (arcata che era stata chiusa e che ora abbiamo ripristinato), tenendo così traccia della tessitura originaria. Sono state anche sostituite tutte le cornici delle finestre che presentavano fratture e fessurazioni, ripristinate con delle cornici in pietra gialla di Vicenza.”

Perché la pietra di Vicenza?
 
“Per la volontà di mantenere le cromie della pietra delle originarie cornici, ora non più disponibili, nell’ottica di un ripristino e di un risanamento conservativo dell’aspetto originario dell’edificio.”
 
Come si completerà poi il restauro?
 
“Con la stesura dell’intonaco di finitura. Una scelta frutto di una lunga ricerca il cui obiettivo è stato trovare un materiale naturale che possa reintrodurre le cromie e la matericità che contraddistinguevano l’edificio, così come si presentava prima dei lavori di restauro. L’intonaco a base di calce con inerti (sabbie di fiume di diverse provenienze) a granulometria grossa, una volta steso verrà dilavato per rendere evidente la ricchezza dei diversi materiali naturali di cui è composto.”
 
Ce ne torniamo a casa un po’ più consapevoli del lavoro importante che si sta compiendo. Grazie agli architetti e a chi assieme a loro sta restituendo fibra e futuro a un luogo che aspetta solo di poter aprire di nuovo le sue porte alla gente.

Margherita Simonetti e Francesco Rigon, gli architetti di Villa Donà

“Restauro e Sartoria” – La Rubrica di Ally, 12° episodio

Buon venerdì cari lettori! Oggi vi parlo di un argomento suggeritomi da Rita Refosco, fan nr 1 di Parco delle Stagioni, che con un suo commento a una foto della nostra pagina Facebook sembra aver letto nella mia mente!

In questo periodo in orto non c’è molto da fare se non raccogliere gli ultimi cavolfiori, quindi mi sono lanciata in un lavoro molto nobile: collaboro in minima parte al restauro della “Vecchia Signora”. L’attività in sé sembra noiosa e un po’ pesante (per me che di carriole non ne ho spinte tante nella vita), ma vista con gli occhi di chi sa sognare e immaginare, si riesce a fare con passione e poca fatica.

Nel raccogliere i coppi per selezionarli e ripulirli immagino allora di essere una sarta, e il tetto si trasforma in un cappello! Passo i coppi uno ad uno e con questo gesto diventano piume, perle, pezzetti di velo; immagino la testa alta e fiera della signora, e del suo cappello cerco di indovinare colore, forma e tipo di stoffa. Dovrà proteggerla dal caldo, dalla pioggia, dalla neve e dal vento, e con i fulmini e le saette sarà ancora più luccicante! Ma non perderà mai la sua funzione: proteggerla e non farle mai reclinare il capo! Così non sono più una manovale. Ora sono un’artista che produce i pezzetti che comporranno le vesti di un capolavoro! La fatica se ne va e sono orgogliosa del risultato che si vede crescere di minuto in minuto: montagne di coppi che piano piano diventano file ordinate pronte a iniziare una nuova avventura sul tetto della villa.

Ma non è finita qui, non ci sono solo i coppi! Appaiono all’orizzonte cataste di mattoni e tavelle. La mia immaginazione torna in aiuto e le trasforma in metri di stoffa voluminosa e cangiante. Con il sole la stoffa si tinge di rosso e con le nuvole diventa di un caldo color mattone, perfetto per un vestito da indossare in ogni occasione! Bene, allora si riparte con la stessa tenacia e determinazione! Ogni mattone trova il suo posto e alcuni di loro prendono la via della rigenerazione sotto nuove spoglie: saranno frantumati e collaboreranno a realizzare un altro progetto. Buona fortuna anche a loro.

Questi elementi costruttivi portano i segni di consuetudini del passato! È stato interessante scoprire che sulle tavelle ci sono i segni di un lavoro antico affidato alle donne; l’ultima fase della lavorazione, infatti, prevedeva che una mano gentile e femminile accarezzasse un lato della superficie del mattone per levigarlo. Dalla foto si vede come resta bene impressa quest’operazione! È stato Ruggero, il capo mastro, a passarmi l’informazione, e da quel momento in poi per me è stato inevitabile ripercorre la superficie di ogni tavella con le mie stesse dita. Mi sembrava di entrare in contatto con l’energia della donna che con la sua mano è come se avesse voluto lasciare un messaggio ai posteri: “Prendetevi cura di questa tavella fino alla fine perché su di essa c’è il sudore di antiche speranze di una vita migliore!”

Ed infine realizzo che ho toccato centinaia di coppi e mattoni, tutti diversi, con impronte diverse… ed ho incontrato una grande umanità svolgendo questo lavoro; ogni pezzo ha la sua identità, la sua unicità, la sua storia. Quanti racconti, lacrime e sorrisi avranno vissuto? Una vera emozione che conserverò nel mio cuore.

Quindi, cara Rita Refosco, ti confermo che in questo ultimo mese ho aiutato a realizzare il nuovo look della “Nobile Signora di Motta”. Che “la Signora” abbia una certa età, a questo punto, è solo un dettaglio!

Ally

Villa Donà: nelle sue fragilità, tutto il fascino di un’anima vicentina

Sono iniziati i lavori di restauro e dopo tanti anni di equilibrio instabile Villa Donà si ritrova improvvisamente puntellata, e anche spogliata; libera dalle macerie che tempo e incuria le avevano rifilato e sotto la lente di chi la sta esaminando in ogni suo centimetro, “la Signora” ha messo in luce la sua anima fragile.

Proprio di questa fragilità ci parlano Francesco Rigon e Margherita Simonetti, gli architetti che si stanno occupando del progetto di restauro. Ci spiegano che Villa Donà, della tipologia di “villa veneta” – tradizione tipicamente vicentina delle architetture nobiliari – è espressione di una modalità del costruire che si può definire “di facciata”: all’aspetto esteriore molto esibitivo corrisponde una struttura – un’anima – labile, quasi precaria.
 
Quali evidenze ci portano a questo pensiero? Le possenti murature, erose dagli agenti atmosferici e dall’azione del tempo, che rivelano la loro consistenza incoerente (…) Questo argomento ti interessa? Iscriviti alla nostra newsletter per l’approfondimento completo! Vai al form iscrizione!

villa donà

Nuova vita per la storica Villa Donà: nasce Parco delle Stagioni

Avevamo un bel progetto per la testa e da tanto tempo eravamo alla ricerca di un luogo speciale che lo potesse ospitare. Sognavamo un giorno di capitare là dove, chiusi gli occhi, alla prima boccata d’aria ci si senta nel posto giusto. E un giorno, a Motta di Costabissara, è successo davvero. Nonostante, ad occhi aperti, si riuscisse ancora a capire ben poco di cosa quei calcinacci e quel bosco incolto proteggessero. Ma sulla carta tutto quadrava: grandi alberi sotto la cui ombra poter riposare, tanto terreno per nuovi orti e frutteti, una casa con una lunga storia e una grande barchessa per passare tempo di qualità insieme. 

Il progetto prenderà forma un pò per volta e noi lo racconteremo cammin facendo, così che tra un paio d’anni, quando finalmente anche l’edificio sarà pronto per ospitarci, della nuova vita di villa Donà e di quel meraviglioso parco che la circonda saremo già affezionati in tanti, perché quel luogo e le opportunità di nuova vita che offre siano luogo e opportunità anche per Costabissara, i comuni limitrofi e per i loro cittadini.

Inauguriamo questo sito oggi con l’arrivo della prima gru! Dopo la bonifica del parco e lo sgombero delle stanze dai calcinacci, ora iniziano infatti le opere di messa in sicurezza della casa, che il tempo e l’abbandono hanno messo a dura prova.

A tutti, buon viaggio!

Parco delle Stagioni SRL Impresa Sociale: stradella Nh Donà snc, 36030 Motta di Costabissara (VI) – Unità Locale: Via Kennedy, 19, 36030 Motta di Costabissara (VI) – P IVA e CF: 04370200240 – Cap. Soc 10.000 € i.v.

In collaborazione con Al Brolo APS.

I lavori di rivalorizzazione della sede sono un progetto di Officina27 S.r.l.